mercoledì 24 ottobre 2007

Munari


Da Vivi- Milano online
Dal 24 ottobre al 10 febbraio alla Rotonda della Besana
Bruno Munari, la vita come gioco
A cento anni dalla nascita, omaggio all'eclettico artista e designer milanese con 200 lavori, oggetti di design, opere d'arte e di grafica
Il 24 ottobre Bruno Munari avrebbe compiuto 100 anni, chissà che giochi, che calembour avrebbe inventato per celebrare cotanta data. Quell'asticella, l'uno, e quei tondi, gli zeri, si sarebbero trasformati in alberi, facce, astronavi, rime in libertà. Al solito: il suo genio avrebbe lasciato ammutoliti gli adulti, la sua semplicità avrebbe conquistato i bambini. Allo scrittore che ideò i libri illeggibili (1949) e il letto che si legge («Libro letto », 1993); al designer che entrò in una fabbrica di calze per farsi fare una lampada («Falkland» 1964); all'architetto che infilò grattacieli, ponti e templi in una scatola («Scatola di architettura», 1945) la Rotonda di via Besana dedica una ricca personale.
Duecento oggetti di design, progetti, disegni, libri e quadri ricostruiscono il percorso artistico di una delle personalità più creative del XX secolo. Il tutto accompagnato da quei laboratori didattici per l'infanzia che dal 1977 in poi diventeranno la vera anima del suo lavoro («ai piccoli non interessa capire l'arte, ma farla»). Sperimentatore e libero battitore, Bruno Munari è stato capace di passare dal futurismo al design industriale, dalla filosofia Zen agli Swatch. L'ironia e la leggerezza con cui costruisce le sue «Macchine inutili» nel 1930 sono le stesse con cui nel 1997 firma l'orologio «Tempo libero». In mezzo quasi 70 anni di lavoro e un numero infinito di invenzioni frutto di una produzione sterminata che sfugge a ogni categorizzazione. Se le pitture Negative-Positive del 1950 sono quadri astratti, la «Sedia per visite brevi» (1945-1991) col suo piano inclinato, cos'è? E se il posacenere «Cubo» del '58 serve per la cenere, cosa si mangia con le «Forchette parlanti»?
La piccola-grande rivoluzione dell'inventore della scimmia Zizì sta tutta qui, nella capacità di tenere insieme vita reale e fantasia, metodo e caso: «La regola da sola è monotona, il caso rende inquieti. La combinazione tra le due è equilibrio, è arte». In apparenza perso in un mondo fatto di Cappuccetti multicolor e alberi-esplosioni- lentissime-di-semi, di fatto Munari produsse con rigore e sistematicità per grandi marchi come Danese, Olivetti, Campari, Pirelli. Illustrò libri, disegnò riviste e insegnò, soprattutto insegnò, ai bambini a diventare grandi, ai grandi a restare un po' bambini.

Bruno Munari. Rotonda di via Besana, via Enrico Besana 12, tel. 02.43.35.35.22. Dal 24 ottobre (ore 18, a inviti) al 10 febbraio.
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prima o poi ci andrò :)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo credo davvero sia un appuntamento da non perdere!!!

:)

girella ha detto...

certo! munari è creatività fatta persona :))))) purtroppo l'ho scoperto troppo tardi ;)